domenica 12 luglio 2009

associazioni di idee...


La gioventù e l'infanzia sono epiche, come la storia.
Quando siamo giovani si fanno delle cose, si vivono sentimenti che diventano mitici nel corso degli anni, si affronta la vita in modo così coinvolgente come mai più per gli anni successivi.
Se ripensiamo ai nostri primi anni di vita sono sicura che, come me, tutti abbiamo dei ricordi speciali circondati da un'alone di mistero e di poesia che dentro il nostro intimo ci fanno ancora tremare.
La prima volta che ci siamo fatti le nostre ragioni ci ha fatti sentire eroi difensori dei deboli e degli oppressi, stringere la prima amicizia i ha trasformatati in condottieri, scoprire un segreto o violare un posto proibito di sicuro ci ha tramutati in esploratori temerari alla conquista del mondo intero e siccome non sapevamo quantizzare questa grandezza, per noi il mondo intero era solo quello conosciuto analogamente ai nostri antenati.
Tutto quello che si fa la prima volta è importante perché ci resterà dentro per sempre in maniera più o meno conscia, la nostra memoria sarà la nostra epopea e la vita un poema sempre vivo.
Credo veramente che ci sia una grande affinità fra i nostri antenati e la nostra gioventù: come loro siamo vergini alla vita.

in Carbonaia..



Con la nonna si andava all'orto dello zio Agusto in Carbonaia.
Si partiva di buon'ora per evitare la calura, noi eravamo sempre eccitati e lei sempre molto pratica.
Tre pulcini con la chioccia.
Lei alta e bella con il paniere in mano, noi tre di corsa avanti e indietro lungo il bordo della strada.
“attenti alle macchine!!” ci diceva ogni tanto.
La prima tappa importante era il ponte sulla Lama, per noi bambini era altissimo e temerario attraversarlo perché era fatto di ungarine di ferro e assi di legno e fra asse e asse si vedeva il vuoto e il fiume , a pensarci mancava il fiato!
Poi arrivavamo all'orto.
Quasi un giardino da come era curato: pomodori rossi a grappoli profumatissimi, fagiolini a strame, cipolle con i loro ciuffi verdi e grassi messe in solchi perfettamente dritti, prezzemolo, agli in fiore con quelle nappe bianche, le piante di zucchine con le foglie grandissime e ruvide e quei fiori gialli bellissimi e visitati in continuazione dalle api; e poi piante di cetrioli , poponi , carote e dalie; sì, fiori da giardino nell'orto, erano per il tabernacolo della Madonna.
C'era una sorgente di acqua lì e lo zio aveva costruito con le zolle una vasca abbastanza grande da contenere i vinchi a mollo per tenerli umidi e flessibili, questa fontana era quasi magica con tutta la borraccina e la frescura e poi ci viveva un grosso rospo sotto un sasso che noi andavamo a controllare sistematicamente come un'appuntamento inderogabile. Da lì partivano solchi irrigatori per tutto l'orto e mentre la nonna riempiva il paniere, noi si scorrazzava in lungo in largo a piedi nudi camminando dentro i solcchi.
L'acqua ammorbidiva la terra e noi infilavamo i piedini dentro questa melma in una sensazione di piacere infinito, ma a quel punto la cosa più bella era che la nonna i permetteva di andare, sotto la sua vigile soreglianza, al fiume a lavarci.
Forse non era tutto così bello e solare come ora mi ricordo, ma sta di fatto che se penso a quei momenti non mi posso togliere di testa la sensazione del sole, dell'acqua e il ricordo della mia bellissima nonna che, fiera, con il paniere sulla testa, una mano sulla vita e l'altra con la falce a tenere una mannella di erba, cammina accanto a me e raccontava storie per tenerci vicini e al sicuro lungo il bordo della strada. Era la sensazione di essere amata.

le strade della vita


“Quella sera si era fumato qualcosa di buono, come si diceva allora, del nero o pachistano, adesso non saprei più, ma ricordo che dopo andammo a giro con la mia macchina e volevamo aggiungere Cercina passando da Poggio Imperiale. C'è una strada nascosta fra i campi che scende stretta fra due muri a secco e in quella stagione erano coperti di fiori bianchi, non so se per effetto del fumo o altro, mi sembrava particolarmente stretta e la mia 127 rosso mattone ci passava a malapena, ma era così bello scendere a passo d'uomo con la sensazione di essere in un'altra dimensione, con la rabbia, il coraggio e l'incoscienza dell'età.
Ho ripercorso altre volte quella strada, ma non è più stata la stessa e forse questa è la vita: la vivi una sola volta.”

mercoledì 8 luglio 2009

Mostra d'arte

Ecco alcune immagini per documentare un bellissimo evento:una mostra fotografica e pittorica organizzata da mia figlia e i suoi amici nonchè tutti artisti che esponevano, l'ambiente era bellisimo:villa San Lorenzo al Prato a Sesto Fi.

Una delle locandine

prima sala




buffet in chiostro


libro delle firme
le amiche storiche finalmente riunite
il cantante
il gruppo musicale

simpatici, bravi e professionali

la sala dei matrimoni



alla fine resta un dolce ricordo
e la consapevolezza che è stato un successo da ripetere..



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